Un ragazzo di nome Friuli
Quando penso al terremoto del Friuli mi viene in mente per prima cosa un libro: “Un ragazzo chiamato Friuli” di Enzo Demattè. Ce lo fece leggere alle scuole medie la professoressa d’italiano Marulli, a cui sono ancora grato per l’insegnamento dell’analisi logica.
Devo
ammettere che riprendere in mano a distanza di tanti anni quel romanzo fa un
certo effetto. Così come fanno effetto le parole pronunciate oggi dal Presidente
Mattarella nel corso della cerimonia del 50esimo anniversario a Gemona del
Friuli. E che desidero riassumere con i quattro sottopancia di Rainews.
Quasi a significare che la cultura (rappresentata dal libro) ha lasciato un segno maggiore, più profondo, rispetto all’esperienza vissuta direttamente.
Ma qui forse si entra nel campo della psicanalisi.

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