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Un ragazzo di nome Friuli

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  Quando penso al terremoto del Friuli mi viene in mente per prima cosa un libro: “Un ragazzo chiamato Friuli” di Enzo Demattè. Ce lo fece leggere alle scuole medie la professoressa d’italiano Marulli, a cui sono ancora grato per l’insegnamento dell’analisi logica. Devo ammettere che riprendere in mano a distanza di tanti anni quel romanzo fa un certo effetto. Così come fanno effetto le parole pronunciate oggi dal Presidente Mattarella nel corso della cerimonia del 50esimo anniversario a Gemona del Friuli. E che desidero riassumere con i quattro sottopancia di Rainews.     Solo poi, se continuo a pensare al terremoto, allora la memoria va al fenomeno in sé, a dove mi trovavo in quel momento, a cosa abbiamo fatto quando abbiamo visto i lampadari muoversi. Quasi a significare che la cultura (rappresentata dal libro) ha lasciato un segno maggiore, più profondo, rispetto all’esperienza vissuta direttamente.  Ma qui forse si entra nel campo della psicanalisi.

Biennale di Venezia, Bernabè inciampa su Bertolt Brecht

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"L'unico modo per non fare intervenire la Russia alla Biennale sarebbe quello di non dare il visto, così come fece Andreotti, credo nel 1982, quando Bertolt Brecht credo addirittura doveva venire alla Biennale e gli venne negato il visto" Bertolt Brecht è morto il 14 agosto 1956. È evidente che il ricordo di Bernabè è impreciso. Se qualcuno ricorda a chi fu negato il visto per partecipare alla Biennale di Venezia me lo comunichi, grazie.

Regime change alla Trump

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Chernobyl - Viaggio nella catastrofe unofficial trailer

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 Tra due giorni 40 anni fa'  

Dopo Pulp Fiction anche una fiaba dei fratelli Grimm entra nella geopolitica

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  Fonti: Rainews 20-04-2026 Maureen Dowd - The New York Times The pope bedevils the president

Riuscirà Giorgia Meloni a pedalare all'indietro?

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Stretto di Hormuz, il capo della diplomazia francese "scivola" sulle acque internazionali!

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Leggo questa dichiarazione pubblicata stamattina da Adnkronos e subito mi è sorto un dubbio. Barrot: "Hormuz a pagamento? Inaccettabile, illegale" "Inaccettabile" e "illegale". Il capo della diplomazia francese, Jean-Noël Barrot, bolla così ai microfoni di France Inter l'ipotesi di un meccanismo di pagamento per il transito nello Stretto di Hormuz. "Non è accettabile perché la libertà di navigazione nelle acque internazionali è un bene comune, un bene dell'umanità che non va ostacolato in alcun modo, con alcun diritto di transito", ha detto dopo le parole di Donald Trump che ha evocato la creazione di una "joint venture" con l'Iran dopo l'annuncio di una tregua di due settimane. "Nessuno lo accetterebbe, semplicemente perché è illegale - ha rimarcato Barrot - Le acque internazionali sono libere". Interrogo quindi l'AI. (in grassetto le mie domande) Quanto è largo lo stretto di Hormuz? Circa 33 km, ma la zon...