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Visualizzazione dei post con l'etichetta curiosità

Il sorpasso (agosto 2026)

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Che tu sia per me il coltellino

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Oggi è saltata fuori una foto di tanti anni fa. Una foto di gruppo in montagna quando facevamo delle belle passeggiate. Conoscevo già la foto ma non la vedevo da un po' di tempo e oggi la mia attenzione è ricaduta su un particolare. Un coltellino che credo di avere ancora da qualche parte...così come quel cappello da cowboy! Il titolo del post è invece solo un divertissement , un richiamo al titolo del romanzo scritto da David Grossman nel 1988: "Che tu sia per me il coltello".

Board of peace, attenzione alla pronuncia

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  In questi giorni è all'attenzione della comunità internazionale l'iniziativa per la pace a Gaza del Presidente delgi Stati Uniti d'America, Donald Trump, il cosiddetto Board of peace, presentato ufficialmente oggi a Davos in Svizzera.   I media  radio-televisivi italiani nel riportare la notizia mantengono rigorosamente il nome in inglese, senza tradurlo in italiano come "consiglio di pace" né letteralmente come "tavolo per la pace". Attenzione dunque alla corretta pronuncia inglese. Infatti la pronuncia di "board of peace" è piuttosto simile a quella di "board of piss", letteralmente "tavolo della pipì". Non si vorrà certamente far intendere a qualcuno che si sta parlando della tavoletta del water! The Indipendent, 22.01.2026

Canzone dei Nirvana in uno spettacolo teatrale

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    La canzone più famosa dei Nirvana, "Smells like teen spirit", scritta da Kurt Cobain, è cantata nello spettacolo teatrale " Escaped Alone ".    

C'è Gauguin nella foto? Cosa ci fa all’Académie Julian?

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Proprio ieri mentre stavo smanettando con la televisione di mia madre mi sono sintonizzato sul canale francese Arte Tv. Ho così iniziato a vedere il documentario intitolato “ Félix Vallotton - I colori del desiderio ”. È la storia di un personaggio difficilmente classificabile, nato in Svizzera ma cresciuto, non solo artisticamente, a Parigi. Per anni ha vissuto credendo nell'anarchia (sue alcune illustrazioni satiriche sui giornali francesi tra cui L’Anarchiste ), poi però finì per sposare una donna appartenente a una ricca famiglia di mercanti d’arte. La ragione di questo mio intervento è però un’altra. Durante il documentario, quando si parla della formazione di Vallotton, viene mostrata una foto di gruppo, in cui si accenna alla sua formazione all’Académie Julian. Più tardi, a casa, incuriosito dalla foto, cerco di riconoscere qualcuno dei presenti. La mia attenzione ricade su un dettaglio, mi sembra di riconoscere un personaggio noto.   Può essere Baudelaire? – i...

A Venezia nel '700 c'era un libro raro che molti desideravano

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  Il '700 è ricordato da tutti come il secolo dell'Illuminismo. L'Illuminismo aprì le menti e fece emergere anche desideri repressi. Un esempio? Le edizioni a stampa del Decamerone di Boccaccio dopo il Concilio di Trento del 1545 erano state purgate, cioè manomesse e tagliate, o «rassettate» dalla Santa Inquisizione. Nei primi anni del '700 esisteva però ancora in circolazione una edizione, quella del 1527 pubblicata da Giunti detta anche la Ventisettana, integrale, ma estremante rara. Fu così che a Venezia nel 1729 venne l'idea di realizzare un facsimile della Ventisettana, dichiaratamente una copia del tutto simile (tranne alcuni piccoli particolari), non quindi una semplice ristampa. Questo perché nella cosmopolita, raffinata e ricca Venezia del Settecento in molti desideravano possedere e leggere l'edizione "non purgata" del Decamerone di Boccaccio del 1527, quasi fosse uno status symbol. A Roma direbbero il Playboy "de' Noantri". Fon...

Come ho scoperto l'albero autoctono più alto d'Italia

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Oggi 22 settembre vado a fare la spesa. Arrivato vicino alle casse il mio occhio cade sulla copertina dell'ultimo libro di Aldo Cazzullo, intitolato Francesco il primo italiano , di cui ho già sentito parlare in televisione. Lo prendo in mano, lo apro e inizio a leggere dove capita: " Il 15 agosto 1224, giorno della festa dell'assunzione della Madonna, Francesco salì su una montagna del Casentino, il monte della Verna, alto quasi milletrecento metri ".  Basta questo incipit di paragrafo a pagina 152 per farmi decidere per l'acquisto. Arrivato a casa continuo a leggere da dove ero arrivato. " Un luogo bellissimo, sospeso tra la Toscana e la Romagna, da dove la vista spazia sulle selve e sui crinali: si possono contare otto file di monti, fino all'orizzonte. " E qui mi fermo, perché il numero otto mi fa venire in mente il romanzo Le otto montagne di Paolo Cognetti (premio Strega) e penso tra me e me: "Ma dai, anche San Francesco aveva trovato le s...

Leoncavallo e il Tag 78

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  La foto che ho pubblicato ieri nell'articolo Quel che resta della storica sede del Centro sociale Leoncavallo  contiene un particolare che magari a qualcuno è sfuggito. Si tratta del Tag 78, una scritta posta sul muro del palazzo che è stato costruito al posto della fabbrica dismessa dove fu fondato il Centro sociale Leoncavallo. La presenza del Tag 78 è senz'altro un modo per ricordare i due studenti, Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, conosciuti come Fausto e Iaio, che nel 1978 vennero uccisi a colpi di pistola vicino al centro sociale. Come ha ricordato un articolo uscito ieri sul Post , nessuno venne mai condannato per la loro morte. Sempre nell'articolo si legge che sul finire degli anni '70 andaro a suonare al Leoncavallo una serie di artisti, tra cui Franco Battiato, al tempo ancora poco noto, e che la serata fu un vero fiasco. Proprio mentre leggevo questo stava andando in onda Blob ed è saltato fuori proprio lui. Peccato però che non fosse la registrazione de...

Quel che resta della storica sede del Centro sociale Leoncavallo

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  Oggi, come avrete saputo, è stato sgomberata la sede del Centro sociale Leoncavallo di via Watteau.  Nei primi anni '90, quando avevo una ragazza che abitava in via Monfalcone, mi capitava spesso di passare in via Leoncavallo, dove all'epoca c'era la prima sede del centro sociale e da cui ha preso il nome. Spinto dalla curiosità ho voluto andare a vedere su Google Maps esattamente dov'era e cosa c'è oggi al suo posto. E ho così scoperto che qualcosa è rimasto uguale a prima: il cordolo del marciapiede .

Indovina chi è l'attore?

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  Personalmente non ho riconosciuto l'attore protagonista di questo film, tratto da un soggetto di Cesare Zavattini e con cinque sceneggiatori di un certo calibro: Antonio Pietrangeli, Piero Tellini, Cesare Zavattini, Steno, Mario Monicelli. Mettiti alla prova...e fammi sapere.